Clerici Tessuto, il tessile che fa risultato

La-Provincia-13-Dicembre-2018

Leggi l’articolo di Serena Brivio, pubblicato sul quotidiano La Provincia di giovedì 13 dicembre 2018.

Bilancio. Anno positivo per l’azienda che chiude il 2018 con un fatturato cresciuto del 10%, sfiorati i 65 milioni. Bene il segmento luxury. Il presidente, Alessandro Tessuto: «Premiata la scelta della microfiliera integrata»

Tempo di bilanci per le aziende del distretto tessile al termine di un anno che, secondo i recenti dati diffusi dall’Osservatorio di Como, ha visto un quadro disomogeneo, con realtà in crescita e altre più in difficoltà.
E nella partita globale le imprese medio-grandi sono riuscite più delle piccole a valorizzare i loro asset.
«Pur in un uno scenario incerto e complesso, il 2018 è andato bene – dice Alessandro Tessuto a capo dell’omonimo Gruppo tessile – Il fatturato è cresciuto a doppia cifra, più 10% rispetto allo scorso esercizio, arrivando quasi a toccare soglia 65 milioni di euro. Le difficoltà hanno agito da motivazione concentrando investimenti, risorse ed energie per traguardare la crisi».

I prodotti
Sull’andamento positivo ha inciso soprattutto il tessuto per abbigliamento destinato al segmento luxury che rappresenta la componente prevalente delle vendite, circa il 56% (33,5 milioni di euro).
Trend favorevole anche per gli accessori tessili (19% delle vendite per 11 milioni di euro ), la Divisione tessile arredo (11% delle vendite per 6,7 milioni di euro) e il segmento GDO (circa 8 milioni di euro) più stamperia SARAINK (5,5 milioni di euro). L’export, che rappresenta il 57% del giro d’affari (45% Ue e 12% extra Ue) è cresciuto di tre punti. Mercati chiave Francia e Stati Uniti, dove la Clerici Tessuto ha da tempo aperto prestigiose sedi commerciali. Ottimo riscontro anche in Germania, stabili Giappone, Cina e Corea.
L’imprenditore è consapevole che a produrre effetti positivi nel lungo periodo è stata la scelta di far sinergia con leader in attività complementari. La società di Grandate è uno dei soci fondatori di Filo d’Oro, una micro filiera integrata, agile, tempestiva in ogni sua componente, dal filo al prodotto finito.
«Avere qualificati fornitori soci – evidenzia Tessuto – si è rivelata una strategia vincente per rispondere in modo rapido e flessibile alle richieste interne e dei clienti, garantendo l’eccellenza assoluta del prodotto».

Premiato anche il coraggio, a suo tempo, di non restare fermo e cambiare strada per cogliere nuove opportunità, esplorare nuovi business. «Quando ho preso le redini dell’azienda, negli ‘80 anni del trionfo del pret-à-porter, ho capito che quello era il mondo dove catapultarsi. Ma la staticità è il peggior nemico: dopo aver associato l’alta qualità ai brand, adesso l’obiettivo è quello di incrementare il feedback con i grandi gruppi del fast fashion. Questo segmento, che ha un peso ingente nel mercato, ha bisogno di partner industriali forti, efficienti e creativi».
Tra gli obiettivi del 2019 anche anche quello di ampliare gli orizzonti nel fashion maschile grazie al recente accordo di licenza con Larusmiani. Accomunate dallo stesso anno di fondazione, il 1922, le due aziende tessili lombarde hanno sottoscritto una partnership produttiva, commerciale e distributiva di durata pluriennale.
«Larusmiani potrà così potenziare la produzione nell’ambito della fibra serica – spiega Tessuto – mentre il nostro Gruppo potrà avvalersi dell’esperienza maturata da Larusmiani nella produzione di tessuti per l’abbigliamento maschile di lusso».

Deleghe al manager
L’imprenditore guarda quindi con fiducia al 2019. «Abbiamo la tranquillità per far valere il nostro potenziale e crescere ancora grazie a una squadra che sposa la medesima visione». Negli ultimi due anni, alcune deleghe aziendali sono state affidate al nuovo ad Stefano Bernasconi.
«Anche su questo fronte abbiamo fatto un ulteriore salto – tiene a sottolineare Tessuto – E’ stato un passaggio sofferto, chi è cresciuto come me in una realtà familiare rimane ancorato al valore affettivo della sua azienda, ma quando questa si espande e la gestione diventa più complessa, bisogna passare a una governance più moderna e manageriale. Anche per favorire la successione a mia figlia Sara, quarta generazione».

Tessuti Clerici Tessuto Sara Tessuto e Alessandro Tessuto

Other Posts